Ogni giorno riceviamo decine di email di lavoro e newsletter.

Ma di queste, una percentuale altissima finisce subito nel cestino senza passare dal via.

Scrivere newsletter che vengano aperte, lette e cliccate

Sono tanti i fattori che decretano l’apertura di un’email o il cestinarla: oggi voglio spiegarti come scrivo io le newsletter dei miei clienti affinchè vengano aperte e, incredibile ma vero, anche lette fino in fondo! 😉

Scrivere newsletter vincenti

1. Per prima cosa, l’oggetto

Bisogna essere sintetici: un buon oggetto sta tra i 50 e i 55 caratteri (spazi inclusi) e deve assolutamente catturare l’attenzione. Ma deve anche essere pertinente con il contenuto della mia newsletter: non vale colpire il lettore con qualcosa che poi non ritroverà all’interno.

Non inserire simboli di punteggiatura come punti interrogativi o esclamativi, non usare termini come offerta, gratis, regalo, nè termini in maiuscolo o i simboli di valute. Tutto questo ti permette di non finire direttamente nello spam!

Crea curiosità, fai in modo che chi riceve la tua email senta un’irrefrenabile voglia e necessità di aprirla per scoprirne il contenuto!

2. Il contenuto: un mix tra parole e grafica

Un’email di puro testo è una noia mortale: non la leggerebbe fino in fondo nemmeno il più interessato di tutti all’argomento. Cerca quindi di dare tutte le informazioni che devi ma sii sintetico e, soprattutto, gioca con la grafica! Inserisci elementi grafici e immagini dei tuoi prodotti, e non dimenticare di inserire sempre l’header (il tuo logo o in generale la parte iniziale del tuo sito) e il footer (la parte bassa della pagina) con tutte le icone con link a sito/social.

Utilizza il grassetto per dare enfasi ai concetti chiave, vai a capo per far respirare il lettore e non scrivere frasi troppo lunghe e articolate. Utilizza immagini e grafiche con un gradevole accostamento cromatico: il quadro generale deve risultare piacevole e di facile lettura, non un pugno nell’occhio! 😉

3. La call to action

Alla fine, la newsletter non deve soltanto essere aperta e letta: va cliccata. Ovvero, bisogna far compiere un’azione al lettore. La call to action è, infatti, la chiamata all’azione: che sia visitare il sito web, acquistare online sull’ecommerce, iscriversi al programma fedeltà, lasciare i propri dati, seguire sui social o registrarsi ad un evento. Lo scopo finale di quasi tutte le newsletter è fare in modo che il lettore resti con noi, entri sul nostro spazio online e faccia qualcosa (che può anche essere venire direttamente di persona da noi). Dobbiamo creargli un bisogno e risolverglielo subito. A questo servono i bottoni/pulsanti: se le persone ci cliccano, abbiamo raggiunto l’obiettivo!

4. Lo strumento per realizzarla

Tutto questo è possibile grazie a un programma di creazione ed invio di newsletter chiamato Mailchimp. Ce ne sono anche molti altri disponibili, in versione gratuita e a pagamento, ma se sei agli inizi io ti consiglio questo perché è facile, veloce ed intuitivo.

Sotto ai 2.000 iscritti consente l’invio gratuito, ovvero puoi mandare una newsletter a 2.000 persone a costo 0. Consente sia di impaginare la newsletter come preferisci, sia di salvare il template (la grafica di base) così da utilizzarlo di volta in volta senza ricominciare da capo. Puoi creare le liste in base al settore o alla tipologia dei tuoi iscritti, così da andare a inviare una newsletter mirata solo a quelle persone (il tuo target). E se hai bisogno di qualche ora di formazione, io tengo corsi su Mailchimp per privati/aziende: scrivimi per maggiori dettagli.

5. La frequenza d’invio

A seconda della tipologia di servizi che offri, stila un calendario d’invio della tua newsletter. Non essere troppo pressante ma non farti nemmeno dimenticare da chi ha deciso di iscriversi. Una buona media è una newsletter mensile, ma possono diventare anche 2 al mese se hai particolari novità/eventi da promuovere. Cerca di pensare anche a quante newsletter ricevi tu da uno stesso mittente (e quante di esse trovi davvero utili e interessanti) e regolati di conseguenza.

6. Il form d’iscrizione sul tuo sito e sui social

Molto importante è avere uno spazio sul sito (e una tab su Facebook) dove le persone possono iscriversi in modo facile e veloce alla tua newsletter. Guarda la mia pagina d’iscrizione: io richiedo solo il nome e la mail, per rubare poco tempo a chi potrebbe volersi iscrivere. In questo modo non rischio di perdere un iscritto chiedendogli troppi dati. Spiega che cosa riceveranno iscrivendosi: notizie, offerte e così via. Saranno più propensi a decidere di farlo.

Un altro consiglio che ti do (e che presto metterò in pratica anche io), è di regalare qualcosa affinchè le persone si iscrivano: un piccolo ebook, un pdf con una guida, uno sconto su un prodotto e così via. Li puoi inviare in automatico ad ogni nuovo iscritto tramite email. Credimi: essere generosi aiuta!

7. L’analisi del tuo lavoro

Infine, come posso capire se la mia newsletter è stata aperta, letta e cliccata? Sempre con Mailchimp, che ha un efficace strumento di report che ti consente di vedere esattamente chi l’ha aperta, quante volte, su quali link ha cliccato e così via. Stessa cosa puoi fare incrociando i dati grazie a Google Analytics, per vedere quante persone sono atterrate sul tuo sito web dalla newsletter.

Analizzare i risultati è fondamentale e sai perchè? Se hai sbagliato qualcosa, la prossima volta non ripeterai l’errore. Se hai fatto bene, sai su quale strada continuare. Analizzare vuol dire saper ascoltare il tuo pubblico: così invierai sempre newsletter che le persone sono felici di ricevere.

Infine, per la produzione della tua newsletter vincente ti sarà sicuramente utile leggere anche questo articolo sull’importanza dei contenuti: leggilo e, se hai domande, scrivimi un commento o un’email. Ti aspetto!

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2 Commenti su Buone pratiche per scrivere newsletter vincenti

  1. Elisa
    28 Maggio 2017 at 2:31 (4 anni ago)

    Articolo interessate. Grazie!

    Rispondi

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