Oggi, che è l’8 marzo, ho deciso di lasciare spazio su questo blog alle storie di 5 donne: sono 5 imprenditrici biellesi che ho la fortuna di conoscere e, in alcuni casi, con cui ho avviato felici collaborazioni.

In particolare con loro voglio fare 2 chiacchiere sull’imprenditoria femminile nel 2021, sulle difficoltà incontrate durante la pandemia e di come ci si rimette in piedi con idee ed energia.

A tu per tu con 5 imprenditrici biellesi

Ve le presento: abbiamo Eleonora Pezzana – Traduttrice & Interprete, Giulia Negrello di Ristorante Panta Rei, Linda Massocco di International Express, Valentina Masserano – consulente di viaggi e Sara Togni, arredatrice d’interni.

A loro ho posto 3 semplici domande, a cui hanno risposto tutte, da donne concise e pragmatiche quali sono le donne freelance di oggi, con precisione e sincerità. Caratteristiche che, come sapete, amo e mi contraddistinguono. Pronte? Via!

5 imprenditrici biellesi

1. Di che cosa ti occupi e da quanto hai aperto partita Iva?

Eleonora 

Sono una traduttrice e interprete in inglese, francese, spagnolo e tedesco. Mi occupo anche di organizzare corsi di lingua individuali e personalizzati. Dopo 10 anni di lavoro come dipendente in un’azienda, ho avviato la mia attività da freelance e aperto la partita iva nel 2020, pochi giorni prima della pandemia. Scelta difficile, di cui inizialmente ho avuto un po’ paura considerata l’incertezza del momento, ma che rifarei.

Giulia

Sono una ristoratrice e una Banqueting manager, lavoro nell’azienda di famiglia dal 2014. L’azienda è stata aperta dai miei genitori nel 2008.

Linda

Mi occupo collaborando con International Express Srl (azienda di mio papà) di spedizioni in tutto il mondo per aziende e privati, principalmente sul territorio della provincia di Biella. Ho aperto la partita Iva nel 2017 come consulente.

Valentina

Sono una travel designer, cresciuta a pane e turismo fin dai tempi delle scuole superiori. Dopo due anni di attività come socia di un’agenzia di viaggi, complice anche la pandemia, ho lasciato la società e ho aperto la partita Iva a metà dello scorso gennaio.

Sara

Sono un’interior designer (arredatrice d’interni), mi occupo di progettare e allestire spazi di uso privato e non solo. In questo ultimo periodo mi sto specializzando anche nel settore del product design (disegno del prodotto finito). Ho aperto partita Iva nel 2013.

2. Com’è cambiato il tuo lavoro nell’ultimo anno? La pandemia ti ha portata ad evolvere i tuoi servizi? Quali difficoltà maggiori hai incontrato?

Eleonora 

Il settore dell’interpretariato ha subito una battuta d’arresto, al contrario della traduzione, soprattutto di siti web ed ecommerce, una delle mie specializzazioni. Molte attività hanno deciso di investire sull’online e di vendere i prodotti in Italia e all’estero. Anche per i corsi di lingua sono soddisfatta. Ho rinunciato a quelli in presenza, ripiegando sull’online. Questo però mi ha dato modo di scoprire che a tanti corsisti piace questa modalità, funzionale quanto le lezioni in presenza.

Giulia

Il mio settore è sicuramente tra i più colpiti dalla pandemia. Abbiamo dovuto affrontare diversi mesi di chiusura, rinviare tutti gli eventi sia di privati che aziende e affrontare molti costi per riaprire in sicurezza. Ancora oggi non siamo arrivati a lavorare al 100%. Ad oggi lavoriamo principalmente per pianificare la ripresa del lavoro a pieno.

Già dal 2015 fornivamo servizio di take away ai nostri clienti, è stato sicuramente un vantaggio per noi sapere come muoverci in questo campo visto che era l’unico servizio che potevamo offrire. Ci siamo da subito attivate per renderlo il più completo possibile con la consegna a domicilio e gli ordini online sul nostro sito. In più non potendo vivere l’atmosfera delle festività al ristorante abbiamo pensato insieme ai nostri collaboratori di offrire servizi di allestimento per ogni occasione. Anche in futuro il servizio continuerà ad essere attivo.

In questo periodo per noi la difficoltà maggiore è stata e continua ad essere l’incertezza e l’impossibilità di pianificare di stagione in stagione il lavoro. Lavoriamo su materie prime fresche, quindi non possiamo permetterci di fare acquisti sbagliati: oltre al cibo anche i vini, soprattutto bianchi, non possono essere venduti se troppo vecchi e per noi ora è impossibile offrire ai nostri clienti tutta la selezione a cui erano abituati senza un certo numero di coperti al giorno.

Linda

Nel periodo del primo lockdown le spedizioni in partenza da Biella hanno subìto un calo enorme, portando ad una drastica riduzione del fatturato. Le aziende erano chiuse e di conseguenza non ricevevano ordini e non li spedivano. Analizzando la situazione generale, ho spostato il mio focus dalle aziende ai privati e sono giunta alla conclusione che non potendosi spostare da casa, molte persone avrebbero risentito della lontananza da parenti e amici.

Ho quindi ideato il servizio di spedizione online BiellaPack: un portale web per spedire da Biella in tutto il mondo, per dare un supporto concreto sul territorio. Per ridurre al massimo i contatti, un nostro incaricato ritira direttamente al domicilio del cliente la merce da spedire e nel nostro magazzino viene inscatolata e poi spedita. Abbiamo anche una linea di assistenza diretta via telefono, mail, whatsapp e messenger per essere sempre vicino ai clienti.

Valentina

Il settore del turismo ha subìto una brutta battuta d’arresto nell’ultimo anno e la situazione dopo 12 mesi è ancora molto confusa e difficile. Amo il mio lavoro e per questo ho voluto intraprendere la strada della partita IVA, spostando la mia attenzione e investendo la mia esperienza e professionalità sul territorio biellese e sulla sua crescita come destinazione turistica.

Sara

In questo ultimo anno mi sono ritrovata a dare maggiore sfogo alle mie passioni. In un momento in cui la confusione e l’incertezza poteva essere destabilizzante, e così in effetti è stato per i primi momenti, ho puntato tutto sui miei talenti e sulle mie predisposizioni artistiche/creative. Ho deciso di investire tutto su di me, sulla mia crescita personale e professionale e ho scoperto nuove strade da percorrere.

Ho aperto il cosiddetto “cassetto dei sogni” che per troppo tempo era stato chiuso e ho dato forma alle mie idee. Diciamo che mi sono costruita nuove modalità di lavoro e di collaborazione. Le maggiori difficoltà che ho riscontrato sono state quelle legate all’informazione, soprattutto a livello lavorativo. A volte troppe, a volte troppe poche, quasi mai conferme e sempre tanti dubbi. In quest’anno ho imparato a fare piccoli passi, a muovermi ascoltando molto di più il mio istinto rispetto a quelli che potevano essere consigli o condizionamenti provenienti dall’esterno.

3. Che cosa consigli alle donne che vorrebbero aprire una propria attività in questo momento storico, magari per reinventarsi dopo la perdita del lavoro, dopo la maternità o perché la situazione attuale ha semplicemente fatto scattare in loro questa esigenza?

Eleonora 

Se stiamo a pensare, non è il momento giusto per fare un passo del genere. Lasciare la propria zona di comfort è sicuramente difficile e destabilizzante. Quando mi sono licenziata, non avevo idea di cosa sarebbe successo nel mondo da lì a pochi giorni. Oggi però sono contenta di questo percorso e di aver fatto questa scelta. Consiglierei di riflettere, scrivendo nero su bianco le idee, farsi un bel progetto e prepararsi a realizzare i propri sogni!

Giulia

Sicuramente di provarci, non è mai troppo tardi o troppo presto per intraprendere un’attività imprenditoriale. Il mercato ha sicuramente bisogno delle nostre competenze e della nostra voglia di mettersi in gioco. Le difficoltà saranno tante ma le soddisfazioni sicuramente di più, bisogna essere ambiziose, preparate, con grande spirito di collaborazione e forti. Forti soprattutto, perché ancora oggi non viene concepito il “fare impresa” come un’attività assolutamente normale tanto per le donne quanto per gli uomini. Ognuna di noi aprendo la propria attività farà parte della rivoluzione che è già in atto, del gruppo che cresce giorno dopo giorno di ragazze, donne e mamme che hanno un sogno e vogliono realizzarlo.

Linda

Il mio consiglio è di informarsi sempre, il più possibile, su tutti i temi che ci coinvolgono come imprenditrici; non basta essere esperte nel proprio settore. Dobbiamo essere noi in prima persona informate e in grado di avere una visione d’insieme della nostra impresa, sarà la nostra forza nei momenti difficili.

Valentina

Il momento perfetto per aprire una propria attività esiste: quando c’è la motivazione, la voglia di crescere e di realizzarsi sia professionalmente che personalmente, la volontà di mettersi in gioco con tutti i rischi ma anche con tutte le soddisfazioni che ne comporta; è sicuramente questo il momento per lanciarsi e fare quel salto che un po’ temiamo ma che ci apre una nuova strada, la nostra strada!

Sara

Consiglio di ascoltare il proprio intuito che è l’unica cosa certa. Consiglio di non farsi condizionare troppo da ciò che le circonda, possono tranquillamente mettere in campo tutte le loro abilità/capacità e cercare di creare il più possibile un contesto sereno che le aiuta a rispettare la loro persona, a prendersi il proprio spazio e a seguire il proprio ritmo.

 

Concludo questa interessante chiacchierata a 5 ringraziando le mie ospiti e invitandovi a scoprire le loro attività: ho avuto modo di conoscere i loro prodotti e servizi non solo come consulente ma anche come cliente oppure amica. E sono certa che anche nei prossimi anni queste 5 imprenditrici biellesi continueranno a percorrere lunghe e felici strade.

In bocca al lupo a noi, donne freelance!

 

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1 Commento su Donne freelance biellesi: 5 storie speciali

  1. valerio
    9 Marzo 2021 at 11:49 (7 mesi ago)

    bellissima idea quella di dar voce alle donne Biellesi, che secondo me saranno in vero futuro dell’imprenditoria locale e non solo.

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